Assessorato alle Politiche Ambientali - Patto dei Sindaci

29 novembre firma ufficiale del Patto dei Sindaci

Lo scorso 29 novembre 2011 presso l’Emiciclo del Parlamento Europeo di Bruxelles si è svolta la cerimonia del Patto dei Sindaci nel corso della quale i Primi Cittadini di quasi 400 città europee hanno formalizzato la propria adesione volontaria al noto Protocollo Europeo.

In collegamento con la cerimonia di Bruxelles, nell’ambito di un evento parallelo organizzato presso la sede provinciale di Ca’ Corner, 22 Comuni della Provincia di Venezia hanno confermato ufficialmente di fronte alle istituzioni europee la propria adesione all’iniziativa e con essa, il proposito ad affrontare seriamente gli impegni che ne derivano.

I Comuni che hanno aderito al Patto sono: Camponogara, Caorle, Ceggia, Cinto Caomaggiore, Dolo (da Bruxelles), Fossalta di Piave, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Martellago, Mira, Musile di Piave, Noale, Noventa di Piave, Portogruaro, Salzano, San Donà di Piave, San Michele al Tagliamento, Santo Stino di Livenza, Spinea, Torre di Mosto, Venezia, Vigonovo.

«Non si può affrontare il tema dell’ambiente solo sotto il profilo dell’emergenza – ha concluso Dalla Vecchia – ma cercare in ogni sede il coordinamento tra enti ai fini della prevenzione, nel caso delle sciagure naturali, e della limitazione del consumo di energia e risorse. I progetti per l’ambiente non hanno colore politico, l’aria, l’acqua o la terra non rispettano i confini dei campanili. Per questo la Provincia può svolgere un ruolo fondamentale di coordinamento».

L’avvenimento è stato coronato inoltre dalla presentazione del “Ca’ Corner”, il nuovo motoscafo a propulsione totalmente elettrica della Provincia di Venezia. L’imbarcazione, di 4,5 tonnellate di stazza, offre un rendimento massimo del motore del 92 per cento dell’energia consumata, quindi molto più elevato di quello di un motore diesel. Minime invece le emissione di CO2. In un anno, con 6 ore di esercizio al giorno per 250 giorni, il motore diesel precedentemente montato sullo scafo, e sostituito per normale usura, avrebbe emesso circa 3.500 kg di CO2. Le emissioni necessarie a produrre la corrente elettrica per il nuovo motore, invece, ammontano a 6 kg di CO2 annui. «É questa la risposta concreta della Provincia ad un impegno preso in un protocollo con Comune e associazioni di motoscafisti – ricorda l’Ass. alla Mobilità Grandolfo – ed è il primo progetto del genere, applicato alla nautica, che vede come unico promotore un soggetto pubblico».