Legambiente: "Una alleanza per l'acqua"

created; $time = date('h:i', $timestamp); $day_month = date('d/m', $timestamp); $year = date('Y', $timestamp); $html = '
'; $html .= ''. $time . ''; $html .= '' . $day_month . ''; $html .= '' . $year . ''; $html .= '
'; print $html; ?>
Si ipotizzano diverse strategie riguardanti le tecniche agronomiche e irrigue.

«Una strategia complessiva per un uso più efficiente e sostenibile delle risorse». A chiederlo è Legambiente, che propone un’alleanza per l’acqua. Il 70 per cento di quella prelevata in Italia è destinata all’agricoltura, nel bacino idrografico del Po il 95 per cento dei prelievi superficiali è destinato all’irrigazione. Dati che significano spingere questo settore produttivo a diventare protagonista, nel suo interesse, di una strategia complessiva che riduca i prelievi e porti a un uso più efficiente della risorsa aumentandone la disponibilità. Per ridurre i consumi d’acqua per irrigazione in Italia e negli altri paesi a clima arido o sub-arido, Legambiente ipotizza diverse strategie, per lo più riguardanti le tecniche agronomiche e irrigue. Solo nel 2010 sono rimasti sui campi oltre 1,4 milioni di tonnellate di prodotti vegetali, con conseguente spreco delle risorse utilizzate per produrli, tra cui 12 miliardi di metri cubi d’acqua.. Oggi, per ottenere un chilo di riso, bastano pochi centimetri quadrati di terra, ma servono fino a 2.500 litri d’acqua. Addirittura, se consideriamo i prodotti animali, che si nutrono di mangimi provenienti da colture irrigue, 5.000 litri sono appena sufficienti per produrre una sola bistecca. Assieme al miglioramento tecnico, Legambiente chiede che gli organismi internazionali e gli Stati concordino politiche efficaci per ridurre le produzioni eccedentarie e gli sprechi alimentari che caratterizzano questa epoca, e che orientino il mercato verso prodotti a minor “intensità idrica” o provenienti da aree climaticamente idonee. /www.legambiente.it